venerdì 25 maggio 2018

#ma io chi sono? - Esame di coscienza

A volte me lo chiedo: ma io, chi e come sono?
Vecchia, asociale, dolorante, smemorata ma non troppo: sono io.
Potrei aggiungere lagnosa, triste, incapace di reagire….insomma un disastro a cui non so trovare rimedio.
- Per la vecchiaia nulla da fare, posso solo ringraziare di esserci riuscita a diventare vecchia…maluccio ma ci sono riuscita.

- Asociale. Mi viene rimproverata da sempre questa mia caratteristica e non posso negare che sia vero.
Ho centinaia di "contatti" sui social, ma nella vita non riesco a fare amicizia. Le persone che mi piacerebbe frequentare nemmeno mi vedono, e frequentare persone con cui non ho nulla da spartire tanto per avere qualcuno/a intorno…beh non fa per me. Quindi sola e asociale, e ben mi sta!

- Dolorante…ecco questo forse è il problema principale. Premesso che la vecchiaia è comunque portatrice di disagi, in un fisico artrosico, e in una persona pigra che non ha mai fatto sport, e nemmeno ginnastica…i dolori stanno avendo la meglio.A scusante il fatto di essere nata con una lussazione d'anca che poi è diventata artrosi. E quando ero piccina io la medicina non era avanti come adesso, per non contare che c'era la guerra….
Mi ricordo che camminavo zoppicando, e più grandicella appoggiando prima le punte come se ballassi. E, anche se la diagnosi di artrosi l'ho avuta dopo i 25 anni, il male lo sentivo e ginnastica e sport non sono mai stati miei amici.
Oltre all'anca sx, operata a 70 anni (!!!!) l'artrosi ha invaso il mio corpo, ginocchia, schiena, cervicale…insomma "dolorante" è l'aggettivo giusto per me.

foto da internet chicago-club.ru

- Smemorata, non tanto ma ogni giorno un pochino di più. Su una base di leggera smemoratezza genetica, perché a vent'anni mi capitava di arrivare davanti ad un armadio guardarlo e chiedermi come mai ero lì. Però adesso che vorrei scrivere dei viaggi che ho fatto, della mia vita ecc…comincia ad essere un problema. Ho anche comprato un libro "MEMORIA" di Jonathan K. Foster ma è pesantuccio e un po' troppo tecnico per una come me.


Però ci provo a leggerlo e a capire… anche perché conosco persone affette da demenze senili, che non riconoscono nemmeno i figli e davvero preferirei, più per i miei figli che per me, non arrivare a quel punto.

- Lagnosa e triste….vabbè, se qualcuno legge ogni tanto questo diario  che sono lagnosa l'avrà già capito (colpa del segno zodiacale? ) e triste..ecco questa non è una mia caratteristica peculiare, non lo sarei, ma quanto scritto sopra, più il fatto di abitare in un paese dormitorio ed essere sola 20 ore su 24 non mi rende allegrissima. Ma basta u  nulla, una gentilezza, un giro in auto per le campagne in primavera, la lettura di qualche libro ben scritto o divertente o comunque interessante e la tristezza se ne va.

- Incapace di reagire è una conseguenza dell'età. Sono stata decisionista, reattiva, con spirito di iniziativa. Adesso sono tremula e insicura e mi piacerebbe tanto che qualcuno facesse con me come io ho fatto con la mia mamma quando era vecchia, cioè che qualcuno mi aiutasse a reagire, a capire cosa posso fare e come, qual'è il mio posto.

Poi ho anche, e ancora, qualche pregio ma lodarmi non mi piace e poi oggi faccio l'esame di coscienza sui lati negativi, come quando ero bimba in collegio dalle suore: ogni sera bisognava fare l'esame di coscienza! E siccome sono stata in collegio dai cinque ai dodici anni, più o meno, mi chiedo cosa potevo avere da esaminare.
Rileggo e mi rendo conto che è un disastro, al più presto l'esame di coscienza positivo!

giovedì 17 maggio 2018

Noia apatia….

17 maggio, primo pomeriggio. Sdraiata sul letto guardo fuori.
Un'ora fa tuonava, il cielo era scuro e a aveva iniziato a piovere...adesso si intravede dell'azzurro con qualche nuvola qua e là e raggi di sole rischiarano la stanza. 
Grom, il mio vecchio cane, russa pesantemente accoccolato sui miei piedi. E così lentamente scorre il pomeriggio.
Un pomeriggio come tanti, troppi. Un pomeriggio di niente.
La tv parla di un improbabile patto di governo, illazioni, illusioni, promesse che mai sono state mantenute, e mai lo saranno, purtroppo.
Ma ormai nemmeno la politica, che un tempo mi infiammava, riesce a scuotermi: ho visto cadere ad una ad una tutte le conquiste fatte, resi vani gli scioperi, ho visto divenire spazzatura i "diritti acquisiti" dei lavoratori, ho visto mafia e delinquenza pervadere ogni anfratto del potere… e non solo del potere.
La delusione genera apatia, e  l'apatia mi avvinghia, mi costringe, mi soffoca. Noia e apatia.
Che faccio? Come uscire da questo torpore senile, da questa prigione invisibile che mi blocca e mi impedisce non solo di fare ma anche di volere? 
Stupida donna senza più sogni o desideri, anzi no….qualche desiderio ci sarebbe, ma per realizzarlo avrei bisogno di chiedere aiuto, ecco cosa mi pesa, ecco il blocco: non essere più indipendente.
Vivo in un paesino dormitorio, non guido più e qui non c'è nulla. E mi dispiace essere di peso, chiedere. Sono un peso anche per me stessa.

E mi torna alla mente un libro che lessi da giovane e che mi turbo': raccontava, e non so se fosse vero o fantasia, che gli eschimesi portavano le persone vecchie lontano, in mezzo ai giacciai e le lasciavano lì a morire lentamente. (Si chiamava, ma non ne sono certa "Il paese dalle ombre lunghe").
Non servivano più. Nemmeno io…
Come diceva una vecchia canzonetta "ci vorrebbe un'amico/a…" o almeno qualche bel libro coinvolgente che faccia svegliare e volare la mia mente.

Sono andata su Google a cercare qualche titolo, e il "caso" mi ha condotto a scoprire un articolo che parla proprio di noia e apatia…e di libri che affrontano il problema.
E comprarne uno online è una cosa che posso e so ancora fare. Questo per esempio. Grazie internet!

L-arte-di-sconfiggere-la-noia-Kierkegaard-il-melangolo

lunedì 7 maggio 2018

Va in scena la Primavera





Va in scena la Primavera: un giorno dietro l'altro, tutti eguali e diversi, a caccia di ricordi e sensazioni. (Un'altra primaveraaaaa chissà quando verràààààà, come dice una canzone)
Giorni uguali perché nella mia vita di oramai quasi ottuagenaria (parola che fa molto ridere mia figlia e mia nipote) non ci sono cambiamenti o novità, ma giorni diversi tra loro per il mutare del clima: la primavera quest'anno è più capricciosa del solito e alterna freddo e caldo, pioggia e sole con sbalzi esagerati. 
Però quest'anno le vicende della vita mi hanno consentito di viverla e partecipare al suo svolgersi, uscendo spesso e percorrendo tragitti…primaverili, invece di guardare sempre e solo dalla finestra, dove l'albero che c'è davanti a casa e che solo un mese fa  ho fotografato spoglio, adesso è un verde sipario pieno di foglie.


E portando a spasso il cane ho ammirato i prati pieni di margheritine e i soffioni del tarassaco, l'erba rigogliosa e i trifogli (mai che veda un quadrifoglio però!).


Ma la meraviglia è stata attraversare in auto le campagne e i paesi tra Bologna e Faenza, dove la primavera mi ha mostratoil suo fantastico divenire: le magnolie, le forsizie che velocemente sono sbocciate, hanno riempito di splendore giallo le aiuole, ed ora già non si vedono più. 

E ovunque mimose, papaveri, lillà e il glicine magnifico…in un trionfo di colori che creano scenari fantastici.

E papaveri e rose…rose piccole e selvatiche, rose sontuose e di tutti i colori.

                      

Tutto questo in un'alternanza di caldo, fino a 28 gradi, e poi pioggia e fresco…anche 12 gradi.

Con la gente impazzita, a giudicare dall'abbigliamento: ragazze seminude, signore con ancora il piumotto imbottito. 
Ma il massimo sono i maschi di mezza età che ai primi caldi hanno denudato il polpaccio. Improvvisamente da un giorno all'altro, polpaccio selvaggio e peloso!!!!
Quando ero giovane i pantaloni al ginocchio erano riservati alle vacanze al mare o comunque ai giorni più torridi dell'estate.
Poi c'è quello che mia figlia ed io chiamiamo il "torsolo nudo" cioè uomini a torso duo, raramente per strada ma spesso a finestre e balconi o in giardino.
Di questo abbiamo fatto un gioco: diamo i punteggi…anche se  la maggior parte dei "torsoli" non merita molto più che zero!
                                                 
E infine l'odore di carne alla griglia: in primavera (e poi anche in estate) la grigliata impera e dai giardini verso sera arrivano odori e nuvolette di fumo…

Oggi è il 7 maggio…lo spettacolo continua…..e le ortensie del mio giardino stanno per fiorire.

venerdì 27 aprile 2018

Paura del vuoto

foto da internet

Ho sempre avuto paura del vuoto .
Non so dire quando è iniziata e perché ma ricordo che già nei sogni di ragazzina l'incubo peggiore era camminare sul bordo di un burrone o affacciarmi da un terrazzo altissimo .
Dopo aver preso la patente per me era difficilissimo guidare sul bordo di una strada che si affacciasse su fossi o vallate,  sudavo freddo e non spostavo mai lo sguardo lateralmente, e le volte che dovevo proprio farlo era una vera sofferenza.
Stessa cosa se guidava qualcun altro .
A New York visitando le Twin Towers non sono riuscita a guardare giù malgrado ci fosse la protezione e via così ogni volta che sotto di me era evidente il vuoto.

Ancora oggi non riesco  a camminare con disinvoltura sulle grate che fanno intravedere cosa c'è sotto... fosse anche solo una cantina .

Con gli anni e la volontà affiancati da esercizi di meditazione sono riuscita a migliorare molto ma non a superare del tutto questa paura.
In questi ultimi tempi , un anno circa , alla paura del vuoto fisico si è aggiunta la sensazione e la paura del vuoto interiore .
Mi capita di sentirmi vuota, un corpo pieno di niente che vaga nel nulla.
Non riesco più a riempire le mie lunghe giornate solitarie con qualche attività che mi interessi o mi stimoli.
Mi piaceva scrivere , tenere un diario online,  scrivere poesie, interagire con le persone sui social.
Adesso mi siedo davanti al computer e il mio cervello si svuota.
Disegnavo e dipingevo un po' anche se se male... mi piaceva, e il tempo passava più veloce. Adesso guardo tele, pennelli e matite e mi assale  quasi una sensazione di panico.
Un tempo riuscivo a passare ore ricordando o pensando e fantasticando...ma anche fantasticare e sognare a occhi aperti non mi riesce più e i ricordi stanno volando via come farfalle impazzite nel vento.


Mi è rimasta la lettura se e quando trovo un libro,  possibilmente un giallo,  leggero ma ben scritto... e leggendo spero di riempire il mio vuoto .
Ogni tanto ho un sussulto, mi riprendo….e mi lamento un po'! 

mercoledì 18 aprile 2018

Vent'anni


Vent'anni, che meraviglia! Forse…
Ieri mia nipote, la mia unica nipote (sono sua nonna non sua zia, ma perché non esiste una parola diversa per le due situazioni?) ha compiuto i 20 anni.
Questo mi ha fatto pensare che
1) sono proprio vecchia
2) ma io com'ero a 20 anni? Come li ho vissuti?
Certamente diversa, certamente meno allegra, certamente piu matura. Ma erano i tempi che lo imponevano.
Era il 1960 quando ero ventenne. 

Tre anni dopo mi sarei sposata, quattro anni dopo sarebbe nato il mio primo figlio.
Lavoravo, avevo terminato gli studi…chiamiamoli così, diploma di figurinista, a diciotto anni, poi fatto qualche lavoretto qua e là e poi, credo proprio
quell'anno anche se non trovo più il libretto di lavoro, avevo trovato un posto come impiegata in un' azienda metalmeccanica.
Ci sarei rimasta una decina di anni.
Esperienza che certamente mi ha fatto crescere e guardare il mondo con altri occhi.
Ho visto cos' era il lavoro duro, lo sfruttamento e li si sono formate le mie convinzioni politiche.
Ma ho anche smesso di sentirmi una "principessa sul pisello" come sfottendomi mi chiamavano gli operai.
Però….come li vivevo, magari fuori dal lavoro, i miei vent'anni? 
Quello che ricordo di quegli anni, non precisamente i venti, è che ero vanitosa, 
non resistevo al richiamo dello specchio quando ne vedevo uno, leggevo molto e purtroppo questo non sono riuscita a trasmetterlo a mia nipote, ero già fidanzata col mio futuro ex marito….scrivevo poesie, come del resto faccio adesso, e….altro non mi ricordo.
Non potevo uscire alla sera anche se ero già fidanzata, non ho potuto fino ai 21 anni, ma allora usavano le festine pomeridiane in casa, luci basse e stretti stretti.
Facevo lunghe camminate col mio "lui" con l'unico ristoro di una brioches con panna alla mitica gelateria DA PINO in Via Castiglione,  che purtroppo non c'è più.
Diversità tra i miei 20 anni e quelli di mia nipote? Beh…tutto sommato molto meno di quanto pensavo…. 
Rileggendo mi è tornata in mente una dedica che la mia mamma mi fece su un diario, allora usavano questi quaderni dove scrivere ricordi e memorie:

Se in casa sembra una lumaca stanca
in cambio fuori di energia non manca…
disfa i letti e fa la Marilyn
lava i piatti e pensa al cinemà
volete la Mariella?
Eccola quà!

(più o meno…)


mercoledì 11 aprile 2018

questo e quello


È primavera e stavo per iniziare con la solita tiritera del tempo... Insomma che non ci sono più le stagioni di una volta, che non si sa come vestirsi e che,  ohi ohi,  bisogna fare il cambio degli armadi e via così..

Ma poi ho sentito che alla televisione  dicevano  che bisogna guardare il lato bello delle cose,che ce n'è sempre uno, e che bisogna parlare di quello.
Ritengo che sia un consiglio saggio e vorrei avere tante cose belle da raccontare oppure  pensieri profondi: avventure, viaggi fisici o spirituali,  recensioni di libri ...e invece passano i giorni e velocemente si sgretolano  e io da raccontare non ho nulla.Nulla che non abbia già raccontato, o che non sia stato raccontato da altri.
Ho una vita banale, una mente banale, pensieri banali….ma anche questa potrebbe essere una bella notizia, significa che vivo in pace e senza dover scappare o temere per la mia vita come troppi, purtroppo, nel mondo.

Ogni tanto un pensiero  luminoso attraversa la mia mente ma subito si spegne.
Sono come la Primavera che ha fatto fiorire le magnolie all'improvviso e all'improvviso i fiori non ci sono più.
Però sono viva, abbastanza vigile malgrado l'età, è primavera e il mio cagnolino, credo, mi vuole bene.
Che a pensarci bene sono bellissime notizie!
Senza dimenticare che ho ritrovato un amico proprio oggi, virtuale si, ma amico spiritoso e che scrive poesie. 
E che ne ho scritta una, piccola e bruttina, ma sono contenta egualmente. 
E ho avuto buone notizie di una sorella che è malata e….e basta, ma se mi viene in mente qualcos'altro corro a scriverlo!!!
Poi, lo so, nel mondo oltre alle brutture ci sono anche episodi di grande umanità, e persone splendide e umili da prendere ad esempio, ma di questo, fortunatamente, ne parlano i media e anche tanti blog.


Come ho scritto sul mio profilo Facebook 

Sono soltanto
Una scimmia solitaria
col cuore rinsecchito
e la testa per aria.




leggendo una poesia d'amore




Non ho mai guardato
i tuoi occhi
non ti ho preso per mano
non ho carezzato
il tuo viso
non so che voce hai
e neppure il tuo odore
soltanto ho letto
una tua poesia
e Amore mi ha sorriso.

#ma io chi sono? - Esame di coscienza

A volte me lo chiedo: ma io, chi e come sono? Vecchia, asociale, dolorante, smemorata ma non troppo: sono io. Potrei aggiungere lagnosa, t...